IL VANGELO DI CASSANDRA

Sabato 21 marzo 2026 ore 21.00

intero online: €14,50 + d.p.
intero botteghino: €15,00
ridotto botteghino (under 18 e over 65): €12,00

Biglietteria e Bar interno aperti da un’ora prima dello spettacolo.
Parcheggio gratuito e custodito
fino ad esaurimento posti da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo. L’ingresso del parcheggio è in via della Vasca Navale 70.

IL VANGELO DI CASSANDRA

di e con Gemma Hansson Carbone
scritto da Dimitris Dimitriadis
movement director Gloria Dorliguzzo
luci e scene Alessandro Panzavolta
tecnomago Francesco Tedde
costume Johanna Invrea e Damiano Bagli
cura Ilenia Carrone
promozione progetto Veronica Arietto
una coproduzione Naprawski e Fondazione Fabbrica Europa
con il supporto di PARC – Performing Arts Research Center, Olinda – TeatroLaCucina, Antropotopia, Orthographe, Nerval Teatro e 42zone Hub (GR)

Dopo più di quattro anni di lavoro in oltre nove paesi tra Europa e Asia su Muoio come un paese, testo fondante di Dimitriadis, Gemma Hansson Carbone prosegue il percorso di ricerca sull’opera di Dimitriadis, esplorando la forza della parola e della voce come strumenti di evocazione e invocazione, in un atto di profonda riflessione sulla nostra identità storica e politica. La profezia di Cassandra diventa annuncio: Cassandra non è più portavoce di un futuro inascoltato, ma voce e corpo di un presente radicalmente nuovo. Questo ribaltamento è al cuore della creazione scenica de Il Vangelo di Cassandra, che si propone come esperienza immersiva dove la parola poetica e il movimento si fondono per esplorare temi universali, umani e politici, di trasformazione e desiderio. Delineando sequenze circolari alla ricerca di nuovi piani gravitazionali e antiche formule gestuali, Gloria Dorliguzzo e Gemma Hansson Carbone ricercano una fisicità che oscilla tra disequilibri e chiasmi, trasmettendo la tensione tra genesi e distruzione, tra eros e negazione, tra tempo passato e tempo presente. I movimenti di Cassandra si fanno essi stessi “logos”, riflettendo la rivoluzione semantica di Dimitriadis che trasforma la parola profetica, incompresa e incomprensibile, in verbo divino, creatore, erotico. L’impianto scenico, curato da Alessandro Panzavolta e Francesco Tedde, è concepito come una struttura aperta e immersiva, dove Cassandra e gli spettatori sono creature abitatrici di un luogo magico, il Mondo dell’Adesso, dove le orbite del sole scrivono un nuovo alfabeto su specchi rotti, dove lo scheletro del tempo passato diventa nuova pelle di serpente, dove mito e visioni del futuro s’incontrano, celebrando la potenza della creazione e della libertà.