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SUMMARY:QUALCUNO NESSUNO CENTOMILA - Pirandello in loop
DESCRIPTION:Lo spettacolo nasce da un rapporto profondo\, antico e mai interrotto tra Mario Perrotta e l’opera di Luigi Pirandello. Un legame che affonda le radici nella formazione filosofica di Perrotta e nel suo stesso debutto sulle scene\, e che negli anni si è trasformato in un dialogo vivo\, necessario\, capace di rinnovarsi a ogni incontro con il presente.\nQualcuno nessuno centomila si configura come una nuova tappa di questo percorso: un’indagine teatrale sul tema dell’identità\, che prende le mosse dalle intuizioni “psicoanalitiche” pirandelliane per attraversare il nostro tempo.\nAl centro\, la molteplicità delle maschere che ciascuno indossa per esistere\, una riflessione che\, se nel Novecento aveva un carattere rivoluzionario\, oggi trova una risonanza ancora più potente nell’epoca digitale. I social media amplificano all’infinito questo gioco di travestimenti\, generando un loop continuo di rappresentazioni di sé e trasformando la rete in una zona franca in cui è possibile essere\, contemporaneamente\, qualcuno\, nessuno\, centomila.\nMa lo spettacolo non si limita a tradurre Pirandello in chiave contemporanea. Si costruisce piuttosto su uno slittamento continuo tra piani diversi: tra teatro e vita\, tra finzione e realtà\, tra i personaggi pirandelliani e le nostre esperienze quotidiane. Figure come quelle di Enrico IV\, L’uomo dal fiore in bocca\, Ciampa de Il berretto a sonagli\, il Signor Moscarda di Uno\, nessuno\, centomila non vengono semplicemente evocati\, ma interrogati nella loro capacità di parlarci ancora oggi. Cosa resta delle loro inquietudini? Quanto ci appartengono le loro fratture interiori?\nIn questo attraversamento\, le intuizioni di Pirandello si rivelano ancora vive e necessarie: mettono in crisi l’idea di un io stabile\, mostrando invece un’identità fragile\, plurale\, continuamente ridefinita nello sguardo degli altri. Lo spettacolo si muove proprio dentro questa instabilità\, senza offrire risposte né soluzioni\, ma scegliendo di osservare — quasi spiare — le nostre abitudini più quotidiane. È lì\, nei gesti ripetuti e apparentemente innocui\, che si manifesta forse una nuova incrinatura: una frattura sottile nel rapporto tra noi stessi e il mondo.\nIn scena Paola Roscioli e Dalila Cozzolino – rispettivamente finaliste ai Premi Ubu come Miglior Attrici per altri due lavori della Compagnia: Lireta e Dei figli.
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SUMMARY:Corpo a(l) corpo
DESCRIPTION:Restituzione aperta al pubblico il 13 novembre 2026 alle 20:00\nResidenza creativa da settembre a novembre 2026\n \nC‘è qualcosa di necessario in un corpo che si muove. L’urgenza di ognuno emerge lottando contro limiti\, paure\, inibizioni. Lontano da una danza eseguita il corpo è consapevole e necessita solo di un vettore in cui incanalare la sua energia espressiva. Il vettore è chi si muove insieme a noi\, attraverso cui percepiamo il nostro spazio\, nella risposta ai suoi stimoli\, nell’obbligo ad ascoltare\, ad ascoltarci.\nAttraverso il lavoro sulla relazione\, respiro\, intenzione\, risvegliamo una lucidità che ci permette di aderire profondamente alle sorgenti della nostra creatività. Sulla base di un percorso collettivo mettiamo il corpo al centro di tutto. Ripartiamo dal corpo. È questa lucida presenza l’obiettivo necessario ed essenziale della nostra pedagogia.\n(Michela Lucenti) \nCorpo a(l) Corpo è un progetto complesso al suo terzo anno di attività\, ideato e co-realizzato da ORBITA|Spellbound e il Reparto di Neuropsichiatria Infantile del Policlinico di Tor Vergata\, con la direzione artistica di Balletto Civile. Sebbene si apra al pubblico sottoforma di restituzione a Spazio Rossellini\, è il frutto di una residenza/laboratorio intensivo annuale\, condotto da Balletto Civile e rivolto a un gruppo di adolescenti seguiti presso il reparto di Neuropsichiatria Infantile diretto dal Professor Luigi Mazzone. \nL’urgenza che muove il percorso fisico e drammaturgico è il proliferare\, soprattutto dalla pandemia in poi\, di richieste d’aiuto per sofferenza psichica in fase adolescenziale. Mai come in questo periodo storico le persone di questa fascia d’età si sono trovate in un vortice ad alta performatività che\, per mezzo social network\, chiede loro sovraesposizione\, invenzione costante di un’identità\, aggiornamento continuo delle proprie certezze e conoscenze\, procurando spesso una grande frustrazione. \nIn un tentativo di risposta a questa sofferenza  Balletto Civile\, in collaborazione con medici del reparto e del Progetto Aita\, cui si sono aggiunti tre operatori e operatrici formati a Roma per consolidare l’iniziativa\, costruiscono Corpo a(l) Corpo\, un luogo in cui è possibile per un momento sospendere le temporalità voraci dei social per ascoltarsi e far affiorare il desiderio di rappresentarsi. \nLa restituzione sarà preceduta da Lo sguardo performativo: i giornalisti della redazione di teatroecritica incontreranno il pubblico in un percorso di guida alla visione che ha l’obiettivo di interrogare i partecipanti sullo sguardo di chi racconta la danza rispetto al corpo di chi abita lo spazio performativo.
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SUMMARY:PREMI TUTTOTEATRO.COM 2026
DESCRIPTION:DANTE CAPPELLETTI: MEMORIA\, RELAZIONI\, FUTURO \nIl 26 novembre alle ore 17 il programma dedicherà un appuntamento alla memoria di Dante Cappelletti\, nel trentennale della sua morte\, con la presentazione del numero monografico di Culture Teatrali a lui dedicato dall’Università di Bologna. Mariateresa Surianello dialogherà con il curatore Fabio Acca\, gli amici e i colleghi di Cappelletti e il pubblico\, per ripercorrerne il lavoro di studioso e critico teatrale e mantenerne vivo il lascito. A seguire\, Hammerklavier omaggio del compositore francese Denis Cohen (al pianoforte)\, che eseguirà il virtuosistico III Movimento\, Sonata 29\, Opera 106 di Ludwig van Beethoven\, con la presenza scenica di Alessandra Cristiani. \nLa memoria attraversa anche il lavoro di Areta Gàmbaro\, che il 27 novembre alle ore 18 inaugurerà con Sfingi il progetto site specific Sfinge Dunlop. Animali del futuro in via di estinzione. Artista pluridisciplinare e autrice delle immagini dei Premi Tuttoteatro.com dal 2024\, Gàmbaro lascerà il lavoro fruibile per l’intera durata della manifestazione. \nIl 28 novembre\, alle ore 19\, sarà presentato Con la febbre tra le ali. Una collezione intima\, ed. Marotta & Cafiero\, con Marina Rippa e Mariateresa Surianello\, omaggio a Massimo Staich a cinque anni dalla scomparsa. Il volume raccoglie alcune opere di Staich presenti nelle case di amici e oggetto di una ricerca fotografica realizzata da cinque allieve del corso di fotogiornalismo dell’ABANA. \nLa memoria\, nel lavoro di Tuttoteatro.com\, è anche memoria delle persone e delle relazioni. «La funzione del Cappelletti\, al contrario\, è proprio osservare quello che accade\, raccogliere le opere al loro nascere e accompagnarle per un pezzo di strada»\, afferma Mariateresa Surianello.\nEd è proprio la costruzione di queste relazioni uno degli elementi che nel tempo hanno caratterizzato il Premio: «Forse l’aspetto significativo\, e necessario\, del Cappelletti è la qualità delle relazioni\, rese stabili e durature\, con l’attenzione per ogni singola persona partecipante».\nLa stessa Surianello sottolinea il rapporto tra il Premio e la vitalità del teatro contemporaneo: «Mi meraviglio e compiaccio a ogni edizione del Cappelletti osservando la sensibilità artistica\, constatando la stretta connessione dei lavori alle urgenze dei nostri giorni\, compresa la necessità di mantenere la memoria. Questo teatro mi alimenta la speranza».\nE aggiunge: «Dare visibilità a processi creativi indipendenti\, svincolati da tempistiche produttive imposte da regole commerciali\, portandoli su palcoscenici istituzionali e ampliandone l’utenza». Perché\, sottolinea\, «Spettatrici e spettatori hanno il diritto di godere del teatro d’arte». \nLE FINALI E LA CERIMONIA DI PREMIAZIONE \nLe finali del Premio Tuttoteatro.com alle arti sceniche “Dante Cappelletti” 2026 si svolgeranno dal 27 al 29 novembre\, allo Spazio Rossellini\, che vedranno\, accanto ai sette studi scenici finalisti (dalle ore 15.00 alle 17.30)\, l’allestimento dei nuovi spettacoli premiati nella passata edizione del Cappelletti. \nIl 27 novembre alle ore 21 nella rassegna fuori concorso sarà presentata la menzione speciale Dante Cappelletti XIX\, Non ti scordar di me\, di e con Valentina Dal Mas\, con direzione tecnica di Federico Fracasso\, musiche originali di Sergio Beercock\, consulenza luci di Alessio Guerra.\nIl 28 novembre alle ore 21\, sempre fuori concorso\, andrà in scena uno degli appuntamenti più attesi: in anteprima il vincitore della giuria popolare del Cappelletti 2025\, Fracasso\, della Compagnia Longhini/Mangheras\, di e con Sofia Longhini e Vassilij Gianmaria Mangheras. \nIl 29 novembre alle ore 20 arriverà lo spettacolo vincitore della scorsa edizione\, Vorrei morire non so come fare\, di e con Roberto Scappin e Paola Vannoni\, della compagnia Quotidianacom.\nA seguire si terrà la cerimonia di premiazione 2026. Durante la cerimonia saranno consegnati il Premio Tuttoteatro.com alle arti sceniche “Dante Cappelletti” XX edizione e il Premio Tuttoteatro.com Miglior Teaser VIII edizione. Sarà inoltre conferito il Premio Tuttoteatro.com “Renato Nicolini” XIII edizione a una personalità della cultura distintasi nell’innovazione delle politiche culturali. \nDurante le giornate finali\, gli spettacoli serali e tutti gli studi scenici in concorso saranno sovratitolati in diretta per le persone sorde e ipoudenti. I sovratitoli saranno fruibili con tablet e smartphone\, mentre la serata di premiazioni avrà la traduzione simultanea in LIS. \nPer il Cappelletti\, il percorso di scavo metterà in luce nuove opere\, offrirà la possibilità di osservarle mentre prendono forma. «L’arte\, diceva Gilles Deleuze\, non è comunicazione. Anche a non voler essere oltranzisti\, che nelle arti sceniche si pratichi ancora ricerca – cioè pensiero – è una garanzia contro l’eventualità che l’arte diventi solo comunicazione e intrattenimento\, ovvero consumo (o magari “consenso”)»\, afferma Scarpellini.\nSono parole che riportano al senso originario del Premio: non soltanto individuare opere\, ma creare le condizioni perché possano nascere\, svilupparsi e incontrare il pubblico.\nGuardare al nascente. Il Cappelletti va dalla carta alla scena. Osservare quello che accade\, raccogliere le opere al loro nascere e accompagnarle per un pezzo di strada.\nÈ questo lo scopo dei Premi Tuttoteatro.com 2026.
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SUMMARY:LA CITTÀ DEI VIVI
DESCRIPTION:Un delitto brutale scuote Roma: due giovani sotto sostanze stupefacenti torturano e uccidono un coetaneo in un appartamento\, senza apparente motivo. Questo fatto di cronaca realmente accaduto diventa metafora per scavare nel buio delle nostre coscienze. La prima produzione Elsinor 2025 è uno spettacolo struggente con attori reali e semi olografici sul rapporto genitori-figli\, sulla bellezza e la violenza\, che scuote in modo profondo e pone interrogativi: quanto sappiamo di non sapere sulle vite di coloro che amiamo? Perché diciamo sempre “Ti prego\, fa’ che non accada a me” e mai “Ti prego\, fa’ che non sia io a farlo”?\n\nUn caso di cronaca nera tra i più angoscianti degli ultimi anni diventa materia teatrale. Un delitto assurdo e brutale scuote Roma nel cuore della notte: due giovani insospettabili torturano e uccidono un coetaneo senza un motivo apparente. Lo spettacolo La città dei vivi porta in scena la discesa in un inferno che appartiene non solo ai protagonisti\, ma a un’intera società. Liberamente tratto dall’inchiesta narrativa di Nicola Lagioia\, affronta il male nella sua forma più disarmante: quella che si nasconde dietro volti normali\, in vite comuni. Attraverso una drammaturgia tesa\, ibrida tra racconto e confessione\, il teatro diventa lo spazio dove guardare l’indicibile. Roma\, presenza viva e ambigua\, è insieme scenario e protagonista: una città che ammalia e consuma\, che attrae e abbandona\, viva\, tentacolare\, oscura. Una città che pulsa di desideri\, illusioni\, fallimenti. I personaggi si muovono dentro una spirale di fascinazione e repulsione\, mentre il pubblico è chiamato a guardare dove normalmente si distoglie lo sguardo.\n\nLa città dei vivi bestseller mondiale di Nicola Lagioia\, nuova creazione della regista e digital artist Ivonne Capece interroga il confine tra narrazione e realtà\, esigenza artistica e ossessione esistenziale. Non è la cronaca di un delitto\, ma il riflesso di un’autopsia interiore\, in cui l’artista si espone al vortice emotivo che lo lega alla sua città e al suo stesso impulso di raccontare. Roma\, con il suo caos\, l’indifferenza e la magnificenza\, non è uno sfondo ma una forza che modella il dolore e la scrittura. Fare arte significa misurarsi con un abisso\, senza la certezza di uscirne indenni. \nAVVERTENZA\nLo spettacolo “La città dei vivi“ è un’opera di finzione\, seppur liberamente ispirato ad un romanzo che tratta vicende di cronaca note al pubblico.\nEsso non ha finalità informative\, documentaristiche o giornalistiche\, né intende rappresentare fedelmente fatti\, persone o responsabilità realmente accertate. Al contrario\, si configura come opera artistica\, espressione del diritto alla libertà creativa\, finalizzata all’esplorazione di temi universali attraverso strumenti propri della scena: la metafora\, l’iperbole\, la trasfigurazione simbolica\, l’immaginario.\nEventuali riferimenti a nomi\, situazioni o dinamiche riconoscibili sono frutto di elaborazione drammaturgica e non devono essere intesi come affermazioni veritiere o ricostruzioni attendibili dei fatti. L’opera non mira ad informare né a fornire verità\, ma a stimolare una riflessione artistica e umana.\nIn nessun caso la rappresentazione va intesa come accusa\, insinuazione o giudizio reale nei confronti di soggetti eventualmente riconoscibili. Ogni elemento narrativo mira a manipolare la vicenda specifica per raccontare una storia universale\, proposta in chiave poetica\, simbolica e provocatoria.
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SUMMARY:HO UN TEATRO NELLA TESTA
DESCRIPTION:Da anni scriviamo i nostri spettacoli partendo dai nostri ricordi\, da cose piccole\, apparentemente insignificanti\, oppure sconvolgimenti epocali che accadono nella nostra vita: in una parola partiamo da  materiale autobiografico.  Tutta la scrittura parte da li\, non potrebbe essere altrimenti\, in fondo siamo noi che scriviamo. Ma come sempre il problema centrale non è cosa scriviamo ma come. E’ in quel come che sta l’abilità di far affiorare qualcosa di nuovo\, un pensiero impertinente. Autobiografia non è parlare di sé stessi\, ma attraverso un lavoro di introspezione parlare di tutti noi. Quando nel 2000 con The Secret Room abbiamo iniziato a lavorare in maniera specifica sull’autobiografia ci siamo accorti che la nostra vita non era poi così differente da quella degli altri. Il campo dell’identità è uno dei temi centrali del dibattito artistico di questi anni: dalla ricerca teatrale contemporanea alla performance art alle arti visive.  Il laboratorio è l’occasione per riflettere attraverso domande pratiche su come scrivere e leggere testi e spazi in modo che diventino un trampolino di lancio per il nostro raccontarci. \nPer gli iscritti al laboratorio è previsto il biglietto ridotto a 5 €. Per ottenere il biglietto ridotto\, recarsi al botteghino il giorno degli spettacoli desiderati\, portando con sé la conferma dell’iscrizione al laboratorio. 
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SUMMARY:LABORATORIO DI CRITICA TEATRALE
DESCRIPTION:Ti interessa capire come raccontare il teatro? Qual è il ruolo della critica? Vuoi metterti alla prova nella scrittura?\nIscriviti al laboratorio di critica teatrale condotto da Francesca De Sanctis\, giornalista professionista e curatrice della rubrica “Colpo di scena” sul settimanale L’Espresso.\nDurante il laboratorio analizzeremo lo spazio che l’informazione oggi dedica alla scena\, vedremo come osservare uno spettacolo e come dialogare con artisti\, artiste e pubblici. \nDove? Spazio Rossellini\, Roma\nQuando? Giovedì 3 dicembre\, ore 10:00 – 17:00\nCosa serve per partecipare? Aver assistito ad almeno tre spettacoli della rassegna “A Roma A Roma”:\n• 4 novembre – NOVECENTO\n• 5 novembre – VIETATO INNAMORARSI\n• 6 novembre – QUALCUNO NESSUNO CENTOMILA – Pirandello in loop\n• 2 dicembre – LA CITTÀ DEI VIVI\n• 5 dicembre – LUṢ\nCosa portare? Un PC portatile e tanta voglia di metterti in gioco.\nCome iscriversi? Invia un’email entro il 3 novembre a info@spaziorossellini.it indicando nome\, cognome e recapito telefonico. \nPer gli iscritti al laboratorio è previsto il biglietto ridotto a 5 €. Per ottenere il biglietto ridotto\, recarsi al botteghino il giorno degli spettacoli desiderati\, portando con sé la conferma dell’iscrizione al laboratorio.
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SUMMARY:LUṢ
DESCRIPTION:Trent’anni fa\, dalla voce-corpo di Ermanna Montanari\, prendeva vita sulla scena Bêlda\, veggente e guaritrice protagonista di Luṣ. Una figura Christi emarginata ai confini di un villaggio ‘per bene’\, intoccabile e derisa\, che di notte\, ponendosi col suo corpo tra i corpi malati\, accoglie poveri e ricchi\, tutti uguali di fronte al male del vivere. Dopo aver preso\, nel 2015\, la forma di un concerto con Luigi Ceccarelli e Daniele Roccato\, Luṣ riemerge oggi\, per la terza volta\, in una nuova forma in cui Montanari\, sola in scena\, riporta in vita quella figura nata dal poemetto sulfureo che per lei aveva scritto Nevio Spadoni\, in una lingua che ha la stessa consistenza ferrosa delle zolle nere e umide di campi appena arati. Insieme alle musiche al contrabbasso di Daniele Roccato\, la regia del suono di Andrea Veneri e le luci di Luca Pagliano\, Bêlda torna a invocare la luce su di sé e sul mondo\, mossa dal frullo della propria voce\, facendosi carico delle tenebre del nostro tempo e spingendoci a perderci nei campi sterminati del silenzio e a sfregarci gli occhi con la guazza del mattino per non diventare ciechi del tutto. \nIl 4 dicembre alle ore 19.00 ci sarà Aperitivo con l’artista: Francesca De Sanctis incontra Ermanna Montanari. 
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