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DESCRIPTION:Vertebre come fulcro invisibile e mobile\, origine di molteplici ramificazioni di un corpo che trova percorsi nello spazio fisico e interiore. Il corpo nasce\, si scopre e si rivela\, esprimendo verità soggettive\, esperienze immaginarie\, estensioni dell’anima. La naturale attitudine all’esplorare è guidata da un “anelito”\, una “tensione verso…”\, necessari alla vita. Musica e movimento si ascoltano\, si inseguono\, si intrecciano e si trasformano\, dissolvendo il confine tra corpo e spazio e lasciando affiorare forme plastiche e sonore\, in continua mutazione. Un’installazione interattiva segna la scena\, l’azione coreutica e la forma musicale\, mettendo in evidenza il percorso delle trasformazioni e il gesto sonoro espressivo che le distingue. La collaborazione artistica\, tutta al femminile\, è indirizzata alla produzione di uno spettacolo in cui danza\, musica\, luce e spazio trovano piena integrazione e coerenza. \nALESSANDRA CRISTIANI\nPremio della critica come miglior attrice per il corto Un appartamento vuoto\, regia Sara Masi e Francesco M. Mortati\, al Film Festival di Stoccolma\, 2024; Nomination Premio Ubu 2018 come migliore attrice o performer per gli spettacoli Clorofilla e Euforia; Premio Excelsoir come migliore attrice per il corto La foto\, regia di Sara Masi\,1997. Dal 1996 indaga il pensiero e la pratica del Butō. Crea e dirige con la compagnia Lios la Rassegna Internazionale di Danza Butō Trasform’azioni (2001-2011). Il progetto La fisica dell’anima. Francesca Stern Woodman vince il sostegno Scenari Indipendenti 2008. Lavora come solista e nella compagnia Habillé d’eau\, Premio Ubu 2018 per lo spettacolo di danza Euforia. \nSILVIA LANZALONE\nCompositrice (Salerno 1970). Opere acusmatiche\, elettroacustiche e audiovisuali\, web-opere\, strumenti aumentati\, sculture sonore\, installazioni musicali interattive e adattive. Ricercatrice presso il Centro Ricerche Musicali CRM di Roma dal 1998. Opere eseguite in festival internazionali\, edite da Ars Publica\, Taukay e Suvini Zerboni. Pubblicazioni con Utet Università\, Computer Music Journal\, Organized Sound e altre edizioni specialistiche. Ha tenuto seminari\, masterclass e convegni presso Conservatori e altre istituzioni in Italia e all’estero. Docente di Composizione Musicale Elettroacustica presso il Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma. Sito web: www.silvialanzalone.it \nEMANUELA MENTUCCIA\nColleferro\, 1969. Architetto e designer\, è laureata “Cum Laude” all’Università “La Sapienza” di Roma – relatori C. Terzi e M. Lupone – con una tesi innovativa sull’architettura materiale e virtuale in cui luce\, suono e materia ne sono i protagonisti. È da sempre alla ricerca di un “segno totale” che possa coniugare arte\, architettura\, cultura e tecnologia. Si occupa di allestimenti d’arte e della luce in ambito museale\, in sedi istituzionali e culturali\, in siti archeologici e monumentali di interesse straordinario. Lavora come progettista nel campo dell’architettura\, della rigenerazione urbana e della valorizzazione dell’architettura del Novecento. Da anni affianca il CRM-Centro Ricerche Musicali di Roma. Collabora con compositori e artisti visivi. \nLO SPETTACOLO E’ INSERITO ALL’INTERNO DELLA RASSEGNA “ARTESCIENZA 2025”\nPIANETA IMMATERIALE\nCreatività tra reale e virtuale \nPianeta immateriale trae spunto dal pensiero di Jean-Jacques Wunenburger\, un filosofo che ha studiato il ruolo dell’immaginario\, dei simboli e dei miti nel loro rapporto con la razionalità filosofica\, scientifica\, politica e culturale contemporanea: “Se l’immaginario si esprime senza dubbio soprattutto nelle arti e nella rêverie\, esso è parimenti all’opera in ogni tipo di percezione spazio-temporale\, in ogni sorta di elaborazione dei ricordi\, in ogni modalità di prefigurazione del futuro\, in ogni forma di adesione a ideali politici o nelle forze di attrazione o repulsione sociale” (Jean-Jacques Wunenburger). Il dualismo reale – virtuale introduce una tensione prodotta dalla molteplicità dei fenomeni\, tra loro interdipendenti\, che vanno dall’individualismo allo smantellamento degli assetti normativo-valoriali. La modernizzazione\, la digitalizzazione e l’innovazione tecnologica hanno portato\, oltre a favorire la comunicazione\, motore della relazionalità e della dilatazione del sé soggettivo\, alla sconfessione di ogni sistema stabile\, rendendo fluido\, variabile e in accelerazione ogni processo produttivo e culturale. “La sensazione è che il tempo sia divenuto una risorsa scarsa\, che tutto ciò che ha una durata temporale duri troppo a lungo\, che si debba correre sempre più in fretta per non perdere l’occasione” (Hartmut Rosa). La tecnologia\, la natura\, i conflitti sociali sono le tematiche emergenti in questa edizione di ArteScienza. Il Festival pone l’attenzione sulle opere musicali\, di danza e sulle installazioni artistiche che tracciano i confini o le relazioni tra l’immaginario e il concreto\, tra il virtuale e il reale\, cercando di indurre alla più ampia riflessione possibile intorno alla attualità dei temi ecologici\, del rapporto dell’uomo con la natura e le tecnologie\, delle macroscopiche contraddizioni e derive della società dei consumi. \nMichelangelo Lupone\ndirezione artistica \nA questo link il programma completo della rassegna →
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