TRE

Giovedì 18 dicembre 2025 ore 20.30

INGRESSO GRATUITO

Spettacolo sovratitolato

TRE

di Annalisa Limardi
con Annalisa Limardi, Paola Limardi
con la partecipazione di Benedetta Limardi
confronto artistico ed educativo Cecilia Maresca
light designer Caterina Piotti
sound designer Salvatore Versace
realizzazione elementi di scena Cecilia Sacchi

co-produzione Tuttoteatro.com e Pergine Festival
con il contributo di Regione Lazio e Fondazione CARITRO
con il sostegno di Fondazione Claudia Lombardi per il Teatro
con la collaborazione di Ariateatro
Selezionato per Powered by REF un progetto di Romaeuropa Festival 2025

Una rielaborazione autobiografica che prende le mosse dalla relazione tra tre sorelle: tre individualità segnate da corpi, specificità e abilità diverse, che cercano, in quella distanza, uno spazio possibile di incontro. Tre affronta il tema della diversità interrogando le dinamiche familiari, la percezione sociale e la difficoltà di raccontare la complessità senza cadere nei luoghi comuni. Un progetto che riflette sul linguaggio, sulla cura e sul bisogno di riformulare il nostro rapporto con l’altro. Uno spettacolo ibrido, in cui movimento, parola e suono si intrecciano per raccontare la complessità dei legami familiari. Un lavoro autobiografico di un giovane talento emergente che esplora il personale come strumento di riflessione collettiva. Tre affronta il tema della diversità interrogando le dinamiche familiari, la percezione sociale e la difficoltà di raccontare la complessità senza cadere nei luoghi comuni. Un progetto che riflette sul linguaggio, sulla cura e sul bisogno di riformulare il nostro rapporto con l’altro. “Siamo tre sorelle – Annalisa, Paola e Benedetta – e non potremmo essere più diverse l’una dall’altra.”

ANNALISA LIMARDI
nata a Milano nel 1996, ha una formazione artistica multidisciplinare, con un doppio diploma in Danza Contemporanea alla Paolo Grassi di Milano e in Recitazione al Teatro della Pergola di Firenze. Dopo i primi lavori da interprete, decide di dedicarsi anche all’autorialità, nel desiderio di attraversare il vissuto personale per riconoscerne le dinamiche strutturali, politiche e sociali che lo attraversano. Nasce così “No”, spettacolo sulla difficoltà di definizione dei propri confini nel rapporto con gli altri. Nella sua ricerca, la sperimentazione e la commistione di linguaggi diversi sono un mezzo per esplorare e restituire la complessità delle relazioni tra corpo, parola e sistema.