TAPIRULAN
“Il tempo è un fiume che mi trascina, ma sono io quel fiume” J.L. Borges
TAPIRULAN si fa metafora dello scorrere del tempo, esplorando l’universo femminile in ogni sua sfumatura: figlia, madre, moglie, amante, lavoratrice. Il nastro del tapis roulant si trasforma nel viaggio stesso della vita, scandendo ogni stagione dall’infanzia alla maturità, in un gioco continuo di proporzioni ed esperienze vissute. Il tempo diventa così l’elemento universale che ci unisce tutti: lo spazio per sognare, giocare, ritrovare se stessi, ma anche per maturare, perdonare e, infine, amare. TAPIRULAN affronta tematiche cruciali e attuali: le aspettative sociali, il peso degli stereotipi, il sessismo, l’onere delle responsabilità familiari, la tutela della salute psicofisica, l’isolamento, ma anche la forza della resilienza e dell’empowerment. Il “corpo è un archivio” che conserva memorie, sensazioni e traumi consci o inconsci. Le esperienze vissute lasciano un’impronta indelebile sulla carne e sulla mente, influenzando profondamente lo stato psicofisico e l’equilibrio dell’individuo.
Note:
La metodologia applicata a questo lavoro coreografico si focalizza sulla scoperta del movimento “autentico” dell’interprete. La ricerca si concentra sulla sensazione profonda che genera il gesto, per poi fissarlo e razionalizzarlo in una struttura coreografica definita. In questo contesto, la drammaturgia del movimento utilizza il corpo come primario strumento narrativo. Attraverso posture, interazioni spaziali e dinamiche cariche di simbolismo e metafore, la danza si fa portatrice di una comunicazione complessa e viscerale. L’uso del suono, dello spazio scenico e dell’ambiente circostante diventa così parte integrante della drammaturgia stessa. La relazione dinamica tra la performer, la partitura sonora, lo spazio e l’oggetto di scena — il tapis roulant — è articolata in modo da generare una vera e propria “atmosfera itinerante”, un paesaggio visivo e sonoro in continuo mutamento. La performance desidera stimolare il pubblico a una riflessione profonda sui molteplici significati del concetto di “tempo”, invitandolo a una maggiore consapevolezza nell’apprezzare il presente e nel dare valore alle esperienze vissute. Ogni aspetto di questa creazione racchiude in sé sfide e opportunità: sarà proprio il modo in cui l’essere umano affronta tali dimensioni a determinare il cammino e il futuro di ogni individuo.
JUST A SOLO – solo un assolo di un uomo solo
La scena vuota, popolata solo da un corpo che da vita a un vero e proprio rituale. Una sola, unica goccia che cade ripetitiva, ipnotica, gesti reiterati che scandiscono un tempo ‘senza tempo’, un momento intimo e sospeso, un’opportunità per distaccarsi dalla frenesia della quotidianità. Dove sono finiti tutti gli altri? JUST A SOLO è solo un assolo di un uomo solo.




