SEMIFINALI DELLA XIX EDIZIONE DEL PREMIO TUTTOTEATRO.COM “DANTE CAPPELLETTI”

Martedì 11, mercoledì 12 e giovedì 13 novembre dalle ore 15.45 alle ore 19:00

INGRESSO GRATUITO

SEMIFINALI DELLA XIX EDIZIONE DEL PREMIO TUTTOTEATRO.COM “DANTE CAPPELLETTI”

Per tutta la durata delle semifinali sarà allestita la mostra multimediale Antemetica di Aleksandar Stamenov. Il vernissage con l’artista è previsto l’11 novembre.
Nei giorni 11, 12 e 13 novembre, si svolgerà il Laboratorio di accompagnamento alla visione, a cura di Valentina Esposito in collaborazione con Fort Apache Cinema Teatro.

Le semifinali della XIX edizione del Premio Tuttoteatro.com “Dante Cappelletti” vedranno in concorso venti nuovi spettacoli selezionati dalla giuria e si terranno l’11, 12 e 13 novembre (ore 15:45–19)  allo Spazio Rossellini.
Per tutta la durata delle semifinali sarà allestita la mostra multimediale Antemetica di Aleksandar Stamenov. Il vernissage con l’artista è previsto l’11 novembre.

Antenne e Metafisica. Un paesaggio posto in alto e usurato dall’indifferenza. Una forza visiva intrinseca che determinate forme possiedono e trasmettono in un loro intimo gioco di intrecci, prospettive e linearità. Elementi anoressici divenuti uno spazio, uno scorcio, un confine. Manifestazione silenziosa la cui materia unisce ed inghiotte gli stati, le città, le culture e altrettanto le collega tramite uno o più cavi, e un filo rosso immaginario che le attraverserà. Immagini esposte una accanto all’altra che fanno del mondo intero un quartiere. Ed è lo stesso filo martoriato, che partendo dall’antichità scorre lungo il labirinto delle idee, le stesse che abbiamo perduto ma che bisogna ritrovare, e lungo il quale inseguire la verità umana – quella dell’Unione. L’Antemetica è la decontestualizzazione di ciò che è stato pensato per rimanere all’esterno, lontano dagli occhi ma, divenuto oramai opera d’arte, entra all’interno degli spazi chiusi. L’Antemetica è quel che esce dalle prese, che scorre lungo le mura delle case, è quel che si erge immobile e possente sopra le guaine; è il nome sul quale camminiamo e lungo il quale esponiamo le nostre idee di cambiamento, d’evoluzione o di rifugio in un tempo passato. Le antenne, come anche i loro derivati e compagni di tetto, sono state e da tempo diventate un simbolo di fede che si erge ancora sui templi delle nostre case. Croci di un presente sparse per il mondo. Ed è proprio la verità da esse trasmessa che guida le speranze di una società. Dei semplici ferri intrecciati, divenuti un ponte tra i due millenni, un percorso che a priori ci compromette. Molte di esse sono oramai inutilizzate, prive di segnale, un campo di battaglia, un cimitero d’informazione. Fili d’informazione che si propagano sulla crosta terrestre come un’estensione del pensiero umano. Un cerchio, un quadrato, un rombo e un triangolo, un rettangolo, un trapezio. Dei volti, dei corpi, delle frecce, delle armi. In esse e nel loro intreccio di movimenti, si formano e vi si trovano queste e altre figure. Vuoi il caso, vuoi il destino o una semplice protesta umana. Questa è la pittura ANTEMETICA – Unione e Disfacimento attraverso l’Arte. Siamo tutti vittime della stessa cometa, siamo tutti diretti verso la stessa META.

Nei giorni 11, 12 e 13 novembre, si svolgerà il Laboratorio di accompagnamento alla visione, a cura di Valentina Esposito in collaborazione con Fort Apache Cinema Teatro.

Il Laboratorio è aperto a studentesse e studenti, in particolare di Accademie, Università e ultimo biennio Scuole Superiori, e sarà condotto da Valentina Esposito in collaborazione con Fort Apache Cinema Teatro. Nel corso del Laboratorio si vedranno gli studi scenici semifinalisti (durata di 15 minuti ciascuno) candidati al Premio Tuttoteatro.com “Dante Cappelletti” e se ne analizzeranno forme e linguaggi, attraverso il confronto e la discussione. Un’occasione per arrivare a una maggiore comprensione delle opere allestite e delle tematiche di cui sono portatrici, anche per i non addetti ai lavori e per gli spettatori occasionali. Per partecipare non è richiesto alcun requisito particolare ed è possibile acquisire crediti formativi. L’iscrizione e la partecipazione al Laboratorio è gratuita e aperta ad un massimo di 20 persone. 

Tutti gli eventi sono a ingresso libero. 

Il progetto, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura, è vincitore dell’Avviso Pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno in collaborazione con Zètema Progetto Cultura. E con il sostegno di Atcl/Spazio Rossellini.

Premio Tuttoteatro.com Dante Cappelletti 2025 – XIX edizione
Studi scenici semifinalisti

11 novembre 2025
dalle ore 15:45

Icaro – frammenti di un volo
Carlotta Campobasso – Napoli
con Nicola Conforto, Jacopo Riccardi e Giuseppe Emanuele “Bob” Lattanzi
dramaturg Domenico Ingenito
drammaturgia Domenico Ingenito e Carlotta Campobasso
regia Carlotta Campobasso
sound&light design Giuseppe Emanuele “Bob” Lattanzi
costumi Federica Ferrieri
Icaro e Minotauro sono fratelli d’anima, crescono insieme nel Labirinto sotto lo sguardo attento del padre Dedalo, figura silente che controlla luce e suono. I due crescono e Icaro decide di partire, solo, lasciando Fratello e Padre nella casa natale. Da quella partenza i due fratelli non si parlano né vedono per anni. Icaro è costretto a tornare nel Labirinto: Dedalo è morto. Durante il funerale del Padre, i due agiscono, ricordano, rivivono la loro vita come in un romanzo di formazione frammentato. Lo spettacolo interroga i personaggi del mito sulla riuscita e il fallimento. Quando nasce il desiderio di andare via? Cosa accade a chi resta? Si può sopravvivere alla caduta?
Carlotta Campobasso (Taranto, 2000) studia alla Scuola per attori Teatro di Napoli. Si è occupata della messinscena di Shopping&Fucking di Mark Ravenhill con il collettivo Provvisorio Teatro per la rassegna Pillole – Fortezza Est – Roma. Segue come assistente alla regia Davide Iodice. Dirige Pastelli a cera, progetto finalista del Premio De Berardinis 2024. È aiuto regia di Human Constellations del progetto Gender Matters creato da Sciara Progetti, Bus Theater, Compagnia Duanama, Teatro Metaphora e co-fondato da Europa Creativa. È regista dello spettacolo Terremoti / Earthquakes, progetto supportato dall’Unione Europea in collaborazione con i Teatri Associati di Napoli e l’Associazione culturale lituana “PASAK”. Si sta specializzando nel corso “Animateria” sui linguaggi visivi e il teatro di figura. Nel 2025 è finalista del bando Biennale College Teatro – regia under 30 con Icaro – frammenti di un volo.

Grizzly boy
Federico Cicinelli – Milano
testo e regia di Federico Cicinelli, in scena insieme a Giacomo Lilliù
collabora alla drammaturgia Giulia Scotti.
Grizzly Boy – un ragazzo che continua ad infortunarsi, spesso per sbaglio – si muove tra ricordi familiari e incontri immaginari. Come un detective del dolore ricerca la causa prima della sua ferita chiedendosi che farsene una volta incontrata. Trova il film Grizzly Man – capolavoro di Werner Herzog – e la vicenda di Timothy Treadwell, l’uomo che visse tra gli orsi in Alaska fino a esserne divorato, che diventa il filo che tiene insieme la sua indagine. Si ritroverà a condurre un’intervista impossibile con un orso e vivere un dialogo surreale con Herzog, la sua guida spirituale. A fare da specchio a questa ossessione si innestano memorie domestiche che riportano l’indagine nel quotidiano. In una provincia dove silenzio e rimosso pesano più delle parole zio Giancarlo viene trovato impiccato in un fienile col guinzaglio del suo cane e una camicia da donna macchiata di sangue è immagine della difficoltà di affondare nel proprio dolore.
Federico Cicinelli si forma grazie seminari tenuti da artisti quali Danio Manfredini, Daria Deflorian, Massimiliano Civica, Lisandro Rodriguez e Serena Sinigaglia. Partecipa allo spettacolo BROS di Romeo Castellucci e SHITSTORM a cura di Frigoproduzioni. Con Greta Tommesani presenta CA-NI-CI-NI-CA presso Romaeuropa Festival nell’ottobre 2023 di cui cura insieme a Greta regia e drammaturgia. Con questo progetto ha partecipato a Scena – Rassegna di Teatro Contemporaneo Italiano a San Paolo, organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura di San Paolo nel dicembre 2023. Nel settembre 2025 debutta con 99.96.92, insieme a Silvia Guerrieri e Greta Tommesani in occasione di Immersioni 2025 al Piccolo Teatro Grassi di Milano. E’ autore di Le macchine non possono pregare, l’opera rap dei concerti live del rapper Anastasio per il tour nei club 2025.

La parola trema
Roberto Boris Staglianò – Roma
di Roberto Boris Staglianò
regia Federico Vigorito
con Roberto Boris Staglianò e Federico Vigorito
si ringrazia Tuttoteatro.com, il Teatro della Visitazione di Roma e chi resterà fino alla fine.
Un uomo, Ennio. Una presenza, Rubens. Due corpi in scena, due voci spezzate. La parola trema è un atto unico sospeso tra memoria e fedeltà. Depressione e morte. Lutto e fedeltà. Il corto mette in scena una riflessione sulla fragilità, sull’assenza di ascolto e sulla tenerezza perduta. Ennio incarna la volontà di riscatto quando tutto intorno rema contro. Rubens è coscienza, istinto, testimone muto. La parte di noi che osserva, annusa la verità e resta anche quando il mondo si spegne.. Una drammaturgia che fonde poesia, prosa e visione, per dare voce a ciò che non si dice, alla parte più nascosta dell’anima: quella che resiste anche dopo la fine. Quando un attore muore, la sua voce continua a tremare nel corpo di chi ascolta.

Due di notte
Teatro Patalò – Santarcangelo di Romagna, Rn
di e con Francesco Pennacchia e Luca Serrani
luci e oggetti scenici Gianluca Balducci
Residenze Fuor di Teatro, Ancona CURA Centro Umbro Residenze Artistiche Artistiche, Spello (PG) a cura di Ge.Ci.Te.
Un uomo riceve un’urgente richiesta di aiuto nel cuore della notte. Corre a casa del suo amico per scoprire cosa sta succedendo, ma questo non fa che tergiversare senza mai arrivare al punto. Racconta in maniera agitata e confusa di storie apparentemente insignificanti e risalenti a molti anni prima: la storia banale di un amore mancato si perde continuamente in mille rivoli senza senso per l’altro che ascolta. Si intuisce insomma che è vicino a compiere il gesto estremo. Ma proprio quando il soccorritore, esasperato da parole sconclusionate senza né capo né coda, decide di gettare la spugna, avviene qualcosa che rivoluziona tutta la situazione e che restituisce pienezza di senso a tutto quello che è trascorso fino a quel momento. Senza la volontà di proporre una soluzione, ma con l’intento di stimolare il pensiero, lo spettacolo si muove tra teatro fisico e commedia surreale per andare a toccare temi dell’intima natura umana.
Francesco Pennacchia Attore e regista con LaLut.. Attore con Claudio Morganti, Alfonso Santagata, Egumteatro, Vetrano e Randisi, TeatroPersona, Straligut, Roberto Latini – Fortebraccio Teatro, TeatroCaverna, Gogmagog, Massimiliano Civica, Menoventi, Fabio Condemi, Elena Bucci e Marco Sgrosso, Cantharide, Patalò, Piccola Compagnia della Magnolia, Compagnia della Ribalta, etc. Attore nel Gruppo di Lavoro Artistico (GLA) del Teatro Metastasio di Prato, Premio Ubu al progetto. Candidatura Premio Ubu come “miglior attore-performer 2023”.
Luca Serrani Attore, autore, regista, lighting designer, direttore artistico Nel 2006 fonda con Isadora Angelini la Compagnia Teatro Patalò, gruppo indipendente che vede al centro della propria ricerca la scrittura per la scena, con particolare attenzione alla coreografia. Come attore è stato diretto tra gli altri da César Brie e Claudio Morganti.

Vorrei morire non so come fare
Quotidianacom – Poggio Torriana (Rn)
di e con Roberto Scappin, Paola Vannoni
con il sostegno di Regione Emilia-Romagna
Tira è un lui. Molla una lei. Stanno procedendo incredibilmente vivi verso la morte, anche se la citano con desiderio. Ma è forse solo una curiosità capricciosa. Analizzano e inventano il reale, sovrapponendosi alle vite di altri per affiorare, sbeffeggiati, da se stessi.
Roberto Scappin e Paola Vannoni fondano nel 2003 a Rimini quotidianacom. La ricerca di un personale linguaggio si intreccia al percorso di produzione dei testi. 2008 con la Trilogia dell’inesistente la compagnia esprime la propria cifra artistica. Il 1° episodio Tragedia tutta esteriore vince il premio Stefano Casagrande-Teatri di Vita. 2019 presenta alla Biennale Teatro di Venezia un segmento della propria produzione. 2021 realizza per Rai Radio3 il radiodramma Dialogo al limite del volto. 2022 con Titivillus pubblica i testi della Trilogia Tutto è bene quel che finisce e vince il Premio Dante Cappelletti di Tuttoteatro.com con I greci, gente seria! Come i danzatori. 2023 A casa, bambola! ispirata a “Casa di bambola” di H. Ibsen in coproduzione con ERT, Teatro Nazionale. Algoritmo d’autore la produzione 2024 in coproduzione con ERT, Teatro Nazionale. 2025 debutta a Kilowatt Festival la produzione Marcia, democrazia! – Composizione per un tempo venturo

Su questa porca terra
Compagnia Ucrìu – Reggio Calabria
di Tiziana Bianca Calabrò
con Renata Falcone e Vincenzo Mercurio
regia e luci Basilio Musolino
testo finalista nella Sezione Teatro al Premio InediTO Colline di Torino 2025
Un uomo e una donna vivono nascosti all’interno di uno spazio abbandonato, mentre fuori, la terra, si manifesta a tratti con rumori terrorizzanti, come un’agonia. Lei e Lui, prima che la “catastrofe” sovvertisse l’ordine del mondo, imprigionandoli in quel rifugio claustrofobico erano due attori. L’incontro innesca i ricordi, intermittenti e confusi, del loro intimo mondo di prima, che disvela conflitti e solitudini, tenerezza e bizzarrie, facendosi pretesto per confrontarsi sui temi della memoria, sull’importanza delle parole, sulla loro perdita di significato in un mondo senza direzione, sul male pronto a insinuarsi tra gli umani, sulla fragilità della terra e dei suoi abitanti. Sopra ogni cosa, Sam, presenza simbolica solo evocata e, forse, molto di più.
La Compagnia Teatrale Ucrìu, fondata a Reggio Calabria da Tiziana Bianca Calabrò, Renata Falcone e Basilio Musolino, si forma con lo scopo di diffondere la cultura e il pensiero, affrontando tematiche connesse al nostro tempo e ispirate dall’osservazione della realtà che ci circonda. Ne sono nate drammaturgie dove il tragico non dimentica l’ironico e l’assurdo, dove l’impegno sociale si fonde con l’invenzione artistica. I tre fondatori, Renata, attrice e insegnante di teatro, Basilio, regista e insegnante di regia, Tiziana, autrice, insieme hanno prodotto e messo in scena gli spettacoli: Chiamami quando arrivi, A(r)MO, Obitus, Se possibile, Quindicimila. Su questa porca terra, è l’ultima opera in lavorazione, finalista nella Sezione Teatro, al Premio InediTO Colline di Torino 2025.

12 novembre 2025
dalle ore 15:45

‘A Stesa
Oberon – Napoli
regia e drammaturgia Adriano Fiorillo
interpreti: Giulia Piscitelli e Erica Tortorizio
voice over – estratti dell’intervista a Giannino Durante padre di Annalisa
scene e costumi sono collegati al lavoro di ricerca e creazione della compagnia: oggetti personali, con una loro storia e un loro vissuto
Una madre stende i panni della figlia. Li lava, li rilava. Ogni giorno lo stesso gesto, come una preghiera, un rito che non riesce – o non vuole – interrompere. Tra quei tessuti riaffiora la voce, la vita spezzata di sua figlia Annalisa. ‘A Stesa è un atto di memoria, è Ispirata alla vera storia di Annalisa Durante, vittima innocente di camorra. Attraversa il dolore privato di una madre, quindi di chi resta, e lo trasforma in denuncia pubblica. Il titolo si fonda sul doppio significato del termine: la “stesa” come gesto quotidiano e familiare di stendere i panni al sole, e la “stesa” come azione criminale che semina terrore nei quartieri.
Compagnia Oberon Teatro
Adriano Fiorillo, Formazione: Corso intensivo di Regia alla Civica Scuola Paolo Grassi di Milano diretto da Luciano Colavero, Seminario di regia diretto da Eugenio Barba Odin Teatret, Accademia Icra Project diretta da Michele Monetta e Lina Salvatore, corso di alta formazione per artisti professionisti “ricerca e creazione” della Scuola Elementare del Teatro diretto da Davide Iodice.
Giulia Piscitelli, Formazione: Scuola del Teatro Stabile di Napoli Accademia, Icra Project diretta da Michele Monetta e Lina Salvatore, Basic Acting the Panaro Academy of dramatic arts, Miami (Florida).
Erica Tortorizio, Formazione: Officina “L’attore in gioco-Lecoq” (Ècole Internationale de Théâtre Jacques Lecoq) Off. San Carlo (NA), “Il canto del capro” laboratorio con Alessandro Serra e Chiara Michelini Nostos Teatro, Aversa (NA), Lab. Ricerca e creazione condotto da Davide Iodice Scuola Elementare del Teatro, NA Laboratorio condotto da Mamadou Dioume Teatro Hamlet (Rm).

Paracadute
Daniele Amendola – Roma
testo e regia Daniele Amendola
con Daniele Amendola,Tiziana Cardella, Michele Strenta.
Paracadute è la storia di Andrea, un uomo di quarant’anni , che una mattina stremato dalle cose che nella vita non hanno funzionato, decide di uccidersi. Ma è anche la storia di Luigi, un tecnico della società elettrica, che quando la sera torna a casa inventa per la figlia di 4 anni una stella nuova che ha visitato durante la giornata. Proprio quella mattina quando Andrea è con la pistola davanti al viso, suona Luigi perché nel palazzo vanno cambiati i contatori. Andrea lo farà entrare e forse, avrà una possibilità per salvarsi, forse.
Daniele Amendola attore, autore, illustratore. Ha lavorato in teatro con registi come Paolo Zuccari, Lisa Natoli, Andrea Baracco e Reza Kheradmand, oltre a collaborare con il fratello Simone Amendola (regista e autore) in diversi progetti. Per il cinema e la TV ha recitato in produzioni dirette da Marco Bellocchio, Francesca Archibugi, George Clooney, Alessio Cremonini e Steven Zailian (Ripley, SKAM Italia, Suburra). Come illustratore, ha creato diverse linee e idee esposte nei maggiori bookshop della capitale (Maxxi, Palazzo delle esposizioni, Macro, Auditorium della Conciliazione). Nel 2024 apre il suo prima atelier “Daniele shop – art – gallery”. Ama definirsi un creativo.

Trezeguet e Lady G.
Cristina Pedetta Parsi – Roma
di Angelo Orlando
regia e disegno luci Guido Governale
con Cristina Pedetta Parsi
Ofelia, figlia di un’attrice e di un padre mai conosciuto, si ritrova in una scena spoglia e precaria: un letto, una sedia, un citofono, un piccolo mappamondo acceso. Per necessità pubblica un annuncio e scivola nel mercato del desiderio, tra codici e sigle. Due incontri cardine la attraversano: “Trezeguet”, cliente in maglia bianconera che tenta di comprarle i limiti, e “Lady Gaga”, donna magnetica con cui il sesso diventa rivelazione. In controluce torna l’ex, e la sua frase-soglia: “Il mondo è rinato dentro di me”. Con ironia e ferocia il monologo esplora solitudine, scelta e dignità nel corpo femminile, chiudendo su un’immagine sospesa tra realtà e fantasia.
Cristina Pedetta Parsi Nasce a Roma nel 1973, la sua formazione ha inizio presso la scuola Internazionale di Teatro “Circo a Vapore” proseguendo il ciclo accademico presso il centro per attori “L’arte Teatro Studio di Roma” sotto la direzione di Gianni Rossi (attore di G. Strehler). Lavora in teatro portando in scena testi classici, Euripide, Brecht, Beckett, Durrenmatt, Wilde, Aub, Goldoni, W. Shakespeare lavora al cinema e nel doppiaggio. Studia con il regista e drammaturgo Josè Sinisterra, teatro minimalista, Serena Senigaglia dell’A.t.i.r. teatro, Hal Yamanouchi, conosce ed approfondisce il lavoro sul testo e i sensoriali con M. Margotta, è “Membro” dell’Actor’s Center di Roma dal 2007. La sua formazione viene approfondita da una maggiore consapevolezza con il Metodo Strasberg seguendo insegnanti internazionali quali Susan Batson D. Hics, B. Hiller, M. Fread. Intraprende l’attività di insegnante, lavora sulla pedagogia teatrale per ragazzi, tiene classi per professionisti performer presso la F.M.P.

Una formalità. Cronaca di una morte mancata
Questo Buio Feroce – Teramo
Ideazione, testo, regia, performance, costumi: Lino Bernardo Testa
Tutti gli aspetti dell’opera sono curati da un’unica figura, in un gesto di scrittura scenica integrale che è al tempo stesso scelta estetica e dichiarazione politica. Questa unione di autore, performer e regista risponde al desiderio di costruire un pensiero scenico coerente e incarnato, in cui ogni elemento — parola, corpo, abito, suono — è parte di un unico atto poetico e critico.
Una formalità. Cronaca di una morte mancata è un monologo ispirato al Gennariello di Pier Paolo Pasolini, un’indagine poetico-fisica sulla costruzione e la crisi del maschile contemporaneo, inteso non come identità ma come processo di riscrittura del corpo. Al centro del lavoro c’è una soggettività che attraversa il passaggio dall’antropopoiesi — la forma imposta dal linguaggio, dall’educazione e dal potere — all’autopoiesi, come gesto di creazione consapevole, fragile, incarnato. È in questo transito che la scena diventa campo di prova: un luogo in cui la forma si deforma, e il corpo tenta di abitare codici con maglie sempre più larghe, oscillando tra controllo e abbandono, tra un corpo che si organizza come linguaggio, una parola che cerca un nuovo respiro politico ed emotivo e fratture ironiche. In scena, la parola e il corpo si educano a vicenda, come due forze che si contraddicono e si salvano nello stesso istante.
Lino Bernardo Testa (1993) è performer e autore. La sua ricerca indaga il corpo maschile come campo di tensione tra linguaggio e sopravvivenza, forma e disordine, pedagogia e desiderio. Dopo le prime esperienze formative con Ivonne Capece, approfondisce la scrittura scenica e il lavoro col corpo con figure come Claudia e Romeo Castellucci, Silvia Rampelli, Armando Punzo, Michele Monetta, Gennadi Bogdanov e Alessandro Sciarroni, sviluppando un linguaggio che intreccia training fisico, scrittura poetica e pensiero critico. Ha presentato i suoi primi studi in contesti come Biennale College e Socìetas/Scuola Cònia. Parallelamente porta avanti una ricerca sul teatro come atto civico, inteso come forma di presenza sociale e di militanza poetica, in dialogo con spazi indipendenti e comunità attive del territorio. Tra i lavori più recenti, nati all’interno del progetto Questo Buio Feroce c’è “Ideologie”, ciclo di letture dedicato al rapporto tra arte, etica e critica sociale.

Damn-and-Jammed
Massa a Fuoco – Bologna
scritto e diretto da Fabio Massimo Franceschelli
con Pasquale Faraco
disegno luci Fabio Massimo Franceschelli
costumi Pasquale Faraco
menzione speciale Franco Quadri al 54° Premio Riccione
Giunto al “mezzo del suo tragitto”, un uomo qualunque, in una strada ampia e deserta, nota alla sua destra caseggiata urbani e a sinistra spalti da stadi, vuoti. Quattro finestre dei caseggiati attraggono la sua attenzione: un padre che muore assistito dal figlio; una donna picchiata dal marito; una madre e la sua bambina e, infine, alla quarta finestra, se stesso che “si tiene sotto tiro”. Deve fuggire anche da un venditore multivel di cui non si libererà tanto facilmente. Gli spalti intanto si riempiono di ultras e giudici per una “resa dei conti” che sarà linguistica e di civiltà. L’uomo assiste infatti al crollo dell’intera menzogna occidentale in cui ha creduto e di cui ha amato l’ardire e la tensione messianica… come ne uscirà?
Fabio Massimo Franceschelli Ha scritto svariati drammi, monologhi e commedie, rappresentati in Italia e all’estero, in gran parte pubblicati. Nel 2017 con Dammed-and-jammed ha vinto la prestigiosa “Menzione Quadri” al 54° Premio Riccione per il Teatro. Con il romanzo ITALIA, pubblicato nel 2016 da Del Vecchio Editore, è stato finalista dell’edizione XVIII del Premio Italo Calvino. Da pochissimo è in libreria il suo secondo romanzo Introduzione alla mia morte, Del Vecchio editore. Pasquale Faraco Ha scritto e interpretato diversi monologhi tra cui Questione di Centesimi su un operaio FIAT e L’Annunciazione sulla Terra dei fuochi, pubblicato da Scena Muta. Ha scritto il romanzo Zena – Rivolte dal crepuscolo, a cura della FdBooks, Bologna. Ha frequentato corsi e laboratori di Danilo De Summa, Elena Bucci, Instabili Vaganti, Gary Brackett, Frosini/Timpano.

Dentro Caino
Meridiani Perduti Teatro – Brindisi
regia Sara Bevilacqua
con Sara Bevilacqua
drammaturgia Osvaldo Capraro
disegno Luci Paolo Mongelli
organizzazione Daniele Guarini
Si può fissare lo sguardo negli occhi di Caino? Si possono sfidare millenni di narrazione, aiutando Caino, simbolo del male irredimibile, a scavare dentro se stesso, fino a trovarvi un barlume di luce? La vita di Angelo, rapinatore di banche, tra i primi esponenti della Sacra Corona Unita, è una storia di violenza, menzogna e solitudine. La solitudine di chi, pur cercandole, non vede alternative alla cella o alla bara, finali scontati per chi intraprende la strada della criminalità organizzata. Sarà l’incontro casuale con alcune persone a restituirgli la forza per uscire dal vortice infernale. Innanzitutto Grazia, donna semplice e risoluta, che lo porrà davanti alle esigenze di una scelta senza compromessi. Poi il cappellano del carcere, che riuscirà a cogliere l’anima dell’uomo dietro la maschera del personaggio. Ispirato alla vita di un elemento di spicco della mala pugliese dei primi anni ‘Ottanta, lo spettacolo segue le tappe della sua faticosa risalita per una nuova vita
Meridiani Perduti Teatro nasce a Brindisi nel 2009. Dal 2011 si occupa principalmente di teatro narrazione e teatro civile. Ha prodotto: REVOLUTION (2011 Vincitore del Premio Del Pubblico al Festival “Le Voci Dell’Anima 2020” – Rimini) Torno subito (2012), Italiano prigioniero sono (2013), in collaborazione con il drammaturgo Emiliano Poddi. Nel 2020 la compagnia produce Stoc Ddò – Io sto qua (Vincitore del Festival Le Voci dell’Anima 2022, Premio del pubblico al Palio Ermocolle 2023, Premio Scenari Pagani 2025) Nel 2021, la compagnia vince il bando TRAC – Sezione Nuova drammaturgia con il progetto La stanza di Agnese che debutta nel 2022 (Premio del Pubblico al Palio ErmoColle 2024, finalista di InBox Verde e si aggiudica la Menzione Speciale dell’Osservatorio InBox Vrerde 2025, Premio Museo Cervi – Teatro Per La Memoria 2025). Nel 2024 Sara Bevilacqua si aggiudica L’Eolo Award come miglior attrice per le interpretazioni di Stoc Ddò – Io sto qua e de La Stanza Di Agnese.

Perché mi lasci sempre sola
Claudio Larena – Roma
regia:Claudio Larena
con Donatella Franciosi e Matteo Carpi
consulenza montaggio e video Marta Morandini e Francesco Tasselli
Una volta ho incontrato un cane pastore nella prateria di un colle romano che scortava un gruppo di pecore e che alla mia vista ha cominciato ad abbaiarmi addosso. Credo che il sottotitolo dell’abbaio fosse “faccio il mio lavoro! Faccio il mio lavoro! Sto facendo il mio lavoro!” Ma anche “voglio bene al mio padrone! Faccio quello che dice! Lo faccio per il mio padrone!” Eppure il suono che echeggiava nel colle e che rassicurava il gregge non diceva altro che “Non puoi avvicinarti!” Ma quella non era un’affermazione che riguardava lui, riguardava il contesto. Come può non esprimersi la nostra sfera individuale, il nostro storico, in qualsiasi contesto in cui ci ritroviamo? A volte diciamo cose che non pensiamo solo per il desiderio di entrare in opposizione con i nostri interlocutori, magari perché ci stanno antipatici o perché ci hanno ferito in passato, o per il bisogno di provocare per affermarci: non per sovrastare l’altro, né per compiacerlo, ma per noi stessi.
Claudio Larena Artista, artigiano e performer che spazia tra i linguaggi dell’installazione, della danza e della performance. Si forma in contesti non accademici prendendo parte a workshop con artist3 nazionali ed internazionali. Dopo il debutto in forma di studio del suo primo lavoro (Calcinacci), presso il RomaEuropaFestival 2020, prosegue il suo percorso creativo con l’ideazione di tre nuovi progetti: -LENA; Spinte; Stiamo Lavorando per voi (ci scusiamo per il disagio). Le sue ricerche si declinano sempre in diversi formati: la performance urbana e la scrittura scenica; la performance di parola e la ricerca coreografica. Artigiano per formazione, si interroga spesso sull’entità degli oggetti e sui loro significati storici e concettuali. Il suo lavoro è stato fin qui sostenuto da: Corte Ospitale; Teatro dimora Mondaino; Capotrave-Kilowatt; Armunia; Chiasma; Carrozzerie NOT; A.Associati; Danza Urbana XL; Associazione Demetra; Lavanderia a Vapore; Ater Balletto; RomaEuropaFestival; RAMDAM (Lione).

13 novembre 2025
dalle ore 15:45

AI Will Shakesperare. Quando la macchina sogna l’umano e l’umano impara a pensare.
Compagnia Puntozero – Milano
regia Giuseppe Scutellà
dramaturg Lisa Mazoni
cast Mouib – presenza AI in tempo reale ChatGPT
coordinamento tecnico multimediale Olmo Giani, Joseena Rigo, Enea Pablo Zen Scutellà, Alex Simbana.
Un ragazzo tunisino, minore straniero non accompagnato, sbarcato a Lampedusa porta con sé solo il corpo, la memoria del mare e una lingua da costruire. Immerso in un codice estraneo – leggi, comportamenti, logica del consumo – si trova in scena solo. Ma non del tutto. Davanti a lui una presenza digitale, un’intelligenza artificiale che in tempo reale prende voce e forma dei personaggi di Shakespeare reagendo alle sue parole e mutando ad ogni replica. L’oracolo tecnologico diventa “Shakespeare contemporaneo” (Jan Kott), compagno vivo che lo interroga. Così il ragazzo, attraverso questo dialogo imprevedibile, trasforma il balbettio in parola, la parola in pensiero, il pensiero in azione. Il teatro diventa strumento per capire e conoscere il mondo dentro e fuori di sé, soglia tra umano e macchina, sopravvivenza e coscienza.
La Compagnia Puntozero nasce all’interno dell’Istituto Penale Minorile “Cesare Beccaria” di Milano come laboratorio teatrale rivolto a giovani detenuti. Nel tempo si è trasformato in una realtà artistica e sociale unica in Europa: dal 2018 gestisce una sala teatrale aperta al pubblico con ingresso autonomo dall’esterno, riconosciuta come locale di pubblico spettacolo e divenuta luogo d’incontro tra detenuti, cittadini, studenti e artisti professionisti. Nel 2024 Puntozero ha ottenuto la personalità giuridica e nel 2025 il riconoscimento del Ministero della Cultura come Impresa di Produzione teatrale per l’infanzia e la gioventù (FUS 2025–2027). La compagnia è composta prevalentemente da attori, tecnici e operatori under 30, molti dei quali provenienti dai percorsi di formazione e reinserimento attivati all’interno dell’Istituto Penale Minorile e proseguiti nel teatro aperto alla cittadinanza. Puntozero realizza una stagione stabile di spettacoli, progetti formativi e laboratoristi.

Italian Girl
Emiliano Brioschi – Milano
scritto e diretto da Emiliano Brioschi
con Elena Racconi
video Elvio Longato
organizzazione Marta Ceresoli
Giulia si prepara a interpretare una scena del film Romeo + Giulietta nello spettacolo di fine anno. Guarda e riguarda la stessa scena e ripete movenze e battute. Ha poco meno di 18 anni. E’ innamorata. Coraggiosa. Indomita. Ma un latrato di cani, che si muovono in branco e avanzano verso di lei, si fa sempre più forte, fino a coprire per sempre qualsiasi altro rumore. Italian Girl era il nome del profilo Instagram di Saman Abbas. La sua famiglia è pakistana. Costretta alla reclusione in casa e ad abbandonare la scuola, viene promessa sposa di un matrimonio costretto. Una notte esce di casa con i genitori. Il suo corpo viene ritrovato quasi due anni dopo, poco distante dalla sua abitazione. Lo spettacolo si ispira alla vicenda di Saman senza ripercorrere i percorsi processuali. Un lavoro su una ragazza che danza esagitata piena di forza e di bellezza. Uno spettacolo rumoroso su una ragazza alla scoperta della vita, strappata via con una violenza inaudita. E sul silenzio che ne segue.
Emiliano Brioschi Si diploma alla Scuola di Teatro Arsenale di Milano. Vince poi una borsa di studio per frequentare la Scuola Internazionale di Teatro-Acting Center. Lavora in circa quaranta spettacoli recitando nei maggiori teatri italiani e in numerosi teatri europei: da Parigi a Lione, Lille e Rouen, passando per Barcellona, Berlino, Hannover, Bucarest, e poi Cluj, Graz, Zagabria. E’ diretto tra gli altri da Antonio Latella, Giorgio Albertazzi, Giuseppe Massa, Pasquale Marrazzo, Babilonia Teatri. Oltre che in teatro lavora in diverse produzioni cinematografiche–televisive. Debutta alla regia teatrale con XY in collaborazione con ERT. Scrive il testo teatrale LIFE con il quale vince ARTEFICI Artisti Associati–Teatro di Gorizia FVG 2019, e riceve la Menzione Speciale della Giuria Popolare al Dante Cappelletti. Lo spettacolo, sua seconda regia, debutta in prima nazionale al Teatro Elfo Puccini di Milano.

Fracasso – titolo provvisorio
Compagnia Longhini/Mangheras – Belluno
di e con Sofia Longhini e Vassilij Gianmaria Mangheras
collaborazione artistica Daniele Turconi
luci e suono Francesco Manzoni
Una macchinina della polizia radiocomandata irrompe sulla scena. Due piccoli agenti nella volante iniziano un dialogo su quello che sta per succedere, sono li per sorvegliare la rappresentazione. Entrano due attori che si presentano attraverso le loro generalità, non capiamo perché tendono a giustificarsi, sono italiani e in regola. Parte così un’analisi cinica e minuziosa sulle forze dell’ordine: cosa ci affascina e cosa ci spaventa di loro? Come ci sentiamo a un posto di blocco? Chi chiamiamo quando abbiamo paura? E se fossimo al loro posto, cambierebbe il nostro sguardo sul potere? In un’atmosfera tra il surreale e l’iperrealismo, Sofia e Vassilij provano a mettersi nei panni della polizia, a capire dall’interno le dinamiche di un sistema che appare sia solido che estremamente fragile. In un’atmosfera ironica che non esclude affondi su casi di cronaca nera i due attori cercano di fare luce sulle dinamiche e crepe di questo sistema, non ci sono risposte facili ma strane assonanze.
Sofia Longhini, classe ‘96, si laurea in Italianistica e si diploma alla Nico Pepe di Udine. A teatro lavora con Teatro Valdoca, Compagnia della Fortezza, Kepler 452, Teatri di Vita, e al cinema con Antonio Pisu, Andrea Adriatico e Riccardo Salvetti. Nel 2024 vince per l’Italia il bando europeo Theatre in Palm con cui lavora come attrice e autrice a Cipro. Nel 2025 debutta con il suo monologo Tutte le cose più grandi di me.
Vassilij Gianmaria Mangheras, classe ’90 è attore e autore. Si diploma a Roma alla Scuola D’Arte Cinematografica Gian Maria Volontè dopo il triennio presso la scuola Quelli Di Grock. Nella sua formazione incontra Remondi e Caporossi, Baliani, Lucenti, Nicosia, Arcuri, Babilonia Teatri e Rossi. In teatro lavora con Arcuri, Allegri, Rossi, Nicosia e Businaro; al cinema lavora con Lamartire, Mordini, Gaglianone, Vaclav, Bortoluzzi, Usardi. Fracasso – titolo provvisorio- è il loro primo progetto teatrale di cui sono co-autori, co-registi e attori.

Paola Big Ass
B&M Lab – Milano
di Giuseppe Della Misericordia
regia Andrea Brancone
assistente alla regia Ylenia Mazzamuto Raviola
con Angelo Benincasa, Pietro Esposito, Giulia Melis, Roberta Serrati
Luca ha finalmente trovato un lavoro: un’agenzia lo assume per chattare con i fans della modella Paola Big Ass, fingendosi lei, per vendere foto e video porno e contenuti personalizzati a clienti con le perversioni ed esigenze più diverse. Non ha il coraggio di dirlo alla sua compagna Elena e inizia una doppia vita che in poco tempo lo cambia profondamente, portandolo a sovrapporre reale e virtuale. Finché lei, un giorno, trova il Manuale che l’agenzia gli ha dato per imparare a chattare. La crisi tra i due, finora soltanto sotterranea, esplode inevitabilmente, portandoli a chiedersi chi siano e cosa vogliano realmente.
Il collettivo B&M Lab nasce nel 2025, con l’occasione della partecipazione al Premio Dante Cappelletti e con lo scopo di creare e unire sinergie, per raccontare storie nuove con nuovi linguaggi, esplorando il rapporto tra parola e corpo, vita reale e rappresentazione. L’esigenza di un collettivo è il naturale proseguimento della collaborazione tra Andrea Brancone e Giuseppe Della Misericordia: per tre anni consecutivi Andrea ha utilizzato opere di Giuseppe nell’ambito della sua attività di docente presso la Scuola Borgo Teatrale di Milano, coinvolgendolo come dramaturg. Il progetto è stato condiviso con entusiasmo da Roberta Serrati, collega di Andrea e dai suoi ex allievi Pietro Esposito (Borgo Teatrale) e Angelo Benincasa (Scuola Mohole) che, insieme a Giulia Melis gestisce l’Atelier Lèa, Milano. Il collettivo è appoggiato dalla società di collecting Artisti 7607, che fornisce lo Spazio prove di Milano.

Mr ToyBomb
Yonas Aregay – Roma
da “Bomb” di Gregory Corso
di e con Yonas Aregay
regia e drammaturgia Pasquale Passaretti/ADA collettivo
assistente alla regia Elena Zagaglia
spazio scenico Loredana Antonelli
musica Lady Maru
Mr ToyBomb è una performance strutturata come un monologo che si evolve in un talk aperto con il pubblico, in merito alle tematiche legate al concetto di innesco. Se la bomba, con la sua deflagrazione è l’epilogo, la possibilità d’innescarla ne rappresenta il vero potere, il vero terrore. Il monologo inizia con l’interpretazione della poesia Bomb di Gregory Corso, eseguita come se fosse una partitura rap per poi dare spazio ad un confronto attivo e ironico con il pubblico. La scelta di far cadere un bicchiere, l’attesa di un boato, la caramella mentos nella coca-cola, un palloncino da scoppiare. L’attore performer accompagnerà il pubblico verso la scelta di schiacciare il bottone dell’innesco oppure no.
Yonas Aregay, nasce nel 1992 da genitori eritrei a Roma dove risiede. Comincia a formarsi nel “Laboratorio Teatrale Integrato Piero Gabrielli” del Teatro di Roma, tra il 2010 e il 2018 vi prende parte in ambito laboratoriale e poi professionale come attore, formatore, aiuto regia. Intraprende il percorso di studi nel 2015 presso “L’Oltrarno” del Teatro della Toscana; dal 2018 collabora con Luigi Saravo in un percorso di training/ricerca sulla pratica attoriale. Vince il bando di produzione Powered by Ref 2021 con “Anatomia di un fiore” di Wandja/Aregay, spettacolo poi debuttato al festival Direction Under30 2022. Sviluppa negli anni competenze di illuminotecnica.
ADA collettivo nasce a Roma nel 2019 da Loredana Antonelli, visual artist e regista video, Lady Maru, dj techno e producer e Pasquale Passaretti, attore, drammaturgo e regista teatrale. ADA produce opere multimediali che includono elementi di prosa, danza, musica dal vivo, arte digitale e cinema sperimentale.

Non ti scordar di me
Valentina Dal Mas – Vicenza
di e con Valentina Dal Mas
Non ti scordar di me nasce dall’incontro con un’umana dalla pelle increspata e dalla memoria selvaggia di nome Elda. Elda, alla sua centoquattresima estate, traghetta verso il suo aldilà che è un campo di patate, dove c’è anche un cappuccio, lo sgabellino di sua mamma, l’acqua di colonia del suo amato Angelo. In questo suo luogo così fratello alla sua casa terrestre, Elda dissoda la terra della sua esistenza da cui affiorano ricordi, baci, canzoni, lacrime, modi dire. In questo suo tempo, i tempi verbali sussultano, si azzuffano giocosamente ognuno per essere invocato per primo, si tengono teneramente per mano, come se fossero uno. In questo suo trasfigurato dimorare, Elda mantiene la promessa di essere tutte le sue “Ere Eldozoiche”. Avvinta come l’edera attorno al mormorare, esultare, ruggire dei suoi organi, Elda nasce a nuova vita nel suo aldilà, irruente come un vento forte, prudente come chi mette in fila un piede dopo l’altro, lucente, nel rivelare la sua preghiera.
Valentina Dal Mas si forma nell’ambito della danza e del teatro a Parigi e in Italia con Abbondanza/Bertoni, Dominique Uber, Nina Dipla, Michela Lucenti, Serge Ricci, Carolyn Carlson, Iris Erez, Raffaella Giordano, Alexandre Del Perugia. E’ danzatrice per la Compagnia Abbondanza/Bertoni dal 2014 e attrice-danzatrice per La Piccionaia-Centro di Produzione teatrale dal 2016. Nel 2016 intraprende un suo percorso autorale indipendente e nel 2017 vince il Premio Scenario Infanzia con lo spettacolo “Da dove guardi il mondo?” Dal 2016 espande la sua professione all’ambito socio-educativo e ai contesti di cura, proponendo laboratori di teatro-danza nelle scuole pubbliche, nelle RSA, nelle cooperative sociali che si occupano di persone con fragilità di varia natura e di bambini assistiti dai servizi socio-sanitari, presso il carcere di Montorio (VR) e AMA (Associazione Malattia Alzheimer). Nel 2023 vince il Premio Scenario Periferie con lo spettacolo “Luisa”.

Pojéchali
Contestualmente Teatro – Napoli
testo e regia Riccardo Pisani
con Francesco Gafforio e Riccardo Pisani
aiuto regia Marcello Crispino
foto di scena Francesco D’Ambrosio
Pojéchali racconta l’impresa di Jurij Gagarin, primo uomo nello spazio. Prima del decollo, Jurij si confronta con Valentin Petrov, il suo migliore amico. Attraverso tre momenti – il coraggio, la partenza e il volo – lo spettacolo esplora l’aspetto umano del cosmonauta, tra paura, sogno e senso di appartenenza all’umanità. Il titolo riprende la parola russa “Pojéchali!” (“Andiamo!”), pronunciata da Gagarin al decollo, al posto della frase ufficiale prevista dal protocollo. Una scelta spontanea e simbolica: non un comando militare, ma un invito collettivo. Solo nello spazio, guardando la Terra, Gagarin pronuncia una frase semplice ma rivoluzionaria: “Da quassù la Terra è bellissima, senza frontiere né confini.” Un atto poetico che celebra il coraggio umano e la possibilità di unire ciò che sulla Terra appare diviso.
Contestualmente Teatro è una compagnia napoletana indipendente e autoprodotta di ricerca sui linguaggi scenici, fondata da Riccardo Pisani, autore e regista nel 2015. Con gli spettacoli prodotti dalla la compagnia, nel 2024 siamo finalisti per il Premio Ecoscena e premiati con una residenza creativa con Saverio La Ruina della compagnia Scena Verticale; nel 2022 siamo finalisti per i premi Vuoti d’Aria e Generazioni-Ethnos, e finalisti della VI e VII edizione del Festival Nazionale di Corti In corti da Artemia; nel 2021 semifinalisti per la XV edizione del premio teatrale Dante Cappelletti e finalisti per la XXI edizione del premio di regia Fantasio; nel 2020 vincitori della prima edizione del bando di produzione GUEST indetto dal Nuovo Teatro Sanità; nel 2019 è finalisti del concorso Alla ricerca del tempo vissuto dedicato all’opera del drammaturgo e regista Gennaro Vitiello; finalisti del concorso L’arte è una menzogna organizzato dal teatro TRAM di Napoli.