Un gruppo di giovani si trova in un luogo misterioso per partecipare ad un “corso” guidato da un enigmatico Maestro. L’obiettivo del corso è quello di fornire ai partecipanti tutti gli strumenti necessari a scomparire, cancellare completamente la propria identità e costruirne una nuova per ricominciare daccapo. C’è chi vuole fuggire dal proprio passato, chi sogna una nuova vita, chi cerca semplicemente un modo per smettere di sentirsi sbagliato. Ma dietro le maschere inventate emergono desideri autentici, paure profonde e fragilità condivise. Emerge il bisogno di essere finalmente ascoltati.
DESCRIZIONE E NOTE DI REGIA
Lo spettacolo è il risultato di un percorso di formazione teatrale integrato rivolto a minori e giovani/adulti (17-25 anni) ex detenuti, detenuti in misura alternativa e/o a vario titolo in carico all’U.S.S.M. – Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni di Roma. La fascia d’età dei partecipanti ha reso possibile che si manifestassero delle precise questioni generazionali, quali l’identità, le aspettative altrui, la percezione del tempo, la gestione del fallimento. In questa cornice tematica, a partire da improvvisazioni e suggestioni condivise, la drammaturgia ha accolto e innestato i contributi biografici dei/delle partecipanti intorno all’idea di un bizzarro corso per imparare a scomparire, o “evaporare” come è già drammaticamente usanza in Giappone, per cancellare in modo definitivo il proprio passato e ricostruirsi una nuova identità; si può decidere di fuggire da un contesto sociale o familiare svantaggiato, oppure per sottrarsi alla sovraesposizione causata dall’uso dei social network. Quali che siano i motivi di partenza, il Maestro, dall’alto della sua esperienza pluriennale in materia di “sparizioni” e supportato dai suoi speciali assistenti, ha un metodo infallibile per insegnare come far perdere le proprie tracce. Ma è davvero questo il suo obiettivo? Tra ironia, tensioni e momenti di intensa poesia collettiva, lo spettacolo racconta il bisogno universale di affermarsi o reinventarsi senza perdere sé stessi. L’ultimo messaggio è anche un ponte musicale tra il dentro e il fuori. Durante il processo creativo, il linguaggio teatrale ha incontrato la lingua del Rap, arricchendo le possibilità di espressione dei partecipanti e accogliendo nel lavoro la voce di chi è ancora in detenzione, grazie alla collaborazione degli operatori e delle operatrici del Laboratorio di Musica Rap che CCO – Crisi Come Opportunità conduce presso l’IPM Casal del Marmo di Roma e all’incontro con le giovani detenute della Sezione Femminile dell’IPM. Un viaggio dunque corale e contemporaneo, per riflettere sul potere trasformativo delle Arti nella costruzione delle nostre identità.
FORT APACHE CINEMA TEATRO è l’unica Compagnia teatrale stabile in Italia ed Europa costituita da attori ex detenuti oggi professionisti di cinema e palcoscenico. È diretta da Valentina Esposito, autrice e regista impegnata da oltre vent’anni nella conduzione di attività teatrali dentro e fuori le carceri italiane.




