CITTA’ SOLA

Domenica 12 aprile 2026 ore 18.00

intero online: €14,50 + d.p.
intero botteghino: €15,00
ridotto botteghino (under 18 e over 65): €12,00

Biglietteria e Bar interno aperti da un’ora prima dello spettacolo.
Parcheggio gratuito e custodito
fino ad esaurimento posti da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo. L’ingresso del parcheggio è in via della Vasca Navale 70.

CITTA’ SOLA

di Olivia Laing
ideazione Alessandro Ferroni, Maddalena Parise / lacasadargilla
regia Alessandro Ferroni, Lisa Ferlazzo Natoli
con Lisa Ferlazzo Natoli
voci registrate Emiliano Masala, Tania Garribba
ambienti visivi e spazio scenico Maddalena Parise
paesaggi sonori Alessandro Ferroni
luci/direzione tecnica Omar Scala
costumi Anna Missaglia
sound design Pasquale Citera
aiuto regia Matteo Finamore
coordinamento artistico Alice Palazzi
collaborazione al progetto Emiliano Masala
una produzione lacasadargilla, Angelo Mai, Bluemotion, Teatro Vascello La Fabbrica dell’Attore
in coproduzione con Theatron Produzioni
in collaborazione con Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa
in network con Margine Operativo /Attraversamenti Multipli
Città sola / live

Immaginate di stare alla finestra, di notte, al sesto o al settimo o al quarantatreesimo piano di un edificio. La città si rivela come un insieme di celle, centinaia di migliaia di finestre”. Olivia Laing ragiona e cammina per le strade di New York disegnando una cartografia privata lungo l’abisso dell’isolamento. New York diventa tutte le città che abbiamo attraversato e racconta una solitudine che può essere solo urbana, una passeggiata in sette capitoli per sette inquilini speciali: sei artisti e un intruso, Josh Harris fondatore della prima società di ricerche di mercato su Internet. Inquilini che popolano la città sola di Olivia Laing, una vera e propria “città a sé stante” che scopriamo essere, in fondo, un posto molto affollato. Città sola come materia viva è il libro passato di mano in mano durante gli anni di scrittura de Il Ministero della Solitudine – creazione originale de lacasadargilla e Fabrizio Sinisi, di con e per cinque attori –, diventandone quasi uno spin-off e allo stesso tempo un organismo completamente autonomo. Perchè Città sola ha saputo rintracciare tra le pieghe della solitudine quel legame personale e politico tra artista e opera che per condizione o per scelta, come un doppio laccio, non lascia scampo né sopporta compromessi – “io mi espongo nei miei quadri” dice Hopper.