BANDIERA

Domenica 27 settembre 2026 ore 21.00

BIGLIETTI
intero online: €14,50 + d.p.
intero botteghino: €15,00
ridotto botteghino (under 18 e over 65): €12,00

BANDIERA

uno spettacolo di Lucia Franchi e Luca Ricci
con Antonella Attili, Giancarlo Commare e Ania Rizzi Bogdan
produzione CapoTrave – Infinito srl
scena Rosita Vallefuoco
costumi Elena Minesso
suono Michele Boreggi, Lorenzo Danesin
luci Stefan Schweitzer
regia Luca Ricci
tecnici Piero Ercolani, Giacomo Calli, Ario Carletti
organizzazione e distribuzione Giulia Randellini
amministrazione Riccardo Rossi
comunicazione Ilaria Maria Longo
ufficio stampa Maria Gabriella Mansi
con il supporto di Regione Toscana, Ministero della Cultura, Biblioteca Al Cortile – Roma, Teatro alla Misericordia – Sansepolcro

Motosega alla mano, un giovane uomo irrompe nella casa del primo ministro sequestrandone la moglie e la governante lettone. Sebbene la situazione includa elementi magici e messianici, tutto si svolge in un’atmosfera quotidiana: si prepara una peperonata, si beve un liquore al melone, c’è da aprire una scatola di cartone. Eppure, da quel contesto ordinario, può partire un accordo che modificherà il destino del mondo. Infatti, una non meglio identificata civiltà extra-terrestre cerca da tempo di correggere i destini dell’umanità, inviando un proprio emissario che reca un messaggio per due terrestri di diversa collocazione sociale. Se questi riusciranno a stabilire fra loro una concordanza di visioni e speranze, il mondo inizierà una nuova fase edenica. Si parla di macro-economia, di come il vantaggio dei più ricchi poggi sullo sfruttamento
dei poveri, sull’indebitamento di questi ultimi che crea sottomissione, e di come lo Stato sia complice di questa speculazione. Si parla di un giubileo che annulli tutti i debiti, come quelli che si facevano migliaia di anni fa, in Mesopotamia e in Egitto, dopo che un nuovo re o faraone era salito al trono. Il capitalismo sembra giunto a una fase terminale in cui sopravvive solo aumentando ingiustizie e vessazioni. Forse non ci di deve rassegnare a questo esito. Forse si può immaginare altro.