ASJA LACIS ATTRA/VERSO WALTER BENJAMIN. LA DONNA CHE FA PARLARE LA STORIA

Dal 2 al 7 febbraio 2026

ASJA LACIS ATTRA/VERSO WALTER BENJAMIN. LA DONNA CHE FA PARLARE LA STORIA

Di e con Cristiana Minasi
Viola, voce, elettronica Irida Gjergji
Drammaturgia Silvia Bragonzi
Consulenza registica Giuseppe Carullo
Consulenza scientifica Alessio Bergamo
Produzione Carullo-Minasi
Collaborazione Pim Off Milano, Atcl/Spazio Rossellini, Teatri di Vetro

Il progetto nasce con l’intento di raccontare la straordinaria vita di Asja Lacis, regista, pedagoga e rivoluzionaria del Novecento. Figura fondamentale ma per troppo tempo trascurata dalla storia ufficiale, Asja emerge in tutta la sua potenza, intrecciando il suo destino con quello di Walter Benjamin, con cui condivise un intenso confronto intellettuale, una liaison dangereuse e una passione per la rivoluzione. Dalla sua infanzia difficile in Lettonia, alla giovinezza a Pietroburgo, fino alla partecipazione alla Rivoluzione russa e alla creazione del Teatro Proletario dei bambini, Asja ha sfidato le convenzioni artistiche e sociali, proponendo il teatro come strumento di cambiamento. La sua forza, il coraggio e l’indipendenza si raccontano attraverso un mosaico d’incontri e luoghi, in cui emergono le sue relazioni con uomini come Benjamin, Brecht e Mejerchol’d. Lo spettacolo si propone come un atto di resistenza e riflessione sulla storia e sul teatro, ampliando le prospettive e moltiplicando i punti di vista. La sua vita è legata indissolubilmente alla sua pratica artistica e alla pedagogia avanguardista, la sua esperienza ha lasciato un segno indelebile nella cultura del Novecento, sfidando le convenzioni e ridefinendo i confini tra arte e politica. Questo lavoro vuole omaggiare una pioniera che ha saputo trasformare il suo impegno in un faro di cambiamento, anche a costo della propria vita e libertà. Il processo creativo prende spunto dal Manifesto proletario dei bambini di strada, scritto da Walter Benjamin grazie ai dialoghi con Asja a Capri nel 1924. Lo spettacolo invita ad entrare in questo gioco creativo, ereditando dal lavoro di Asja un metodo che è insieme ricerca, gioco e libertà, una jam session in cui ogni componente contribuisce a una visione collettiva. La sua visione del teatro come strumento di trasformazione e resistenza trova nuova vita in una sintesi di frammenti, lettere e suoni, ridando voce a una donna che, attraverso la Rivoluzione russa ha saputo fare del teatro un luogo di lotta, cambiamento e sperimentazione.