AREA OPEN PROJECT TOUR 2026

Sabato 28 marzo 2026 ore 21.00

Biglietteria e Bar interno aperti da un’ora prima dello spettacolo.
Parcheggio gratuito e custodito
fino ad esaurimento posti da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo. L’ingresso del parcheggio è in via della Vasca Navale 70.

AREA OPEN PROJECT TOUR 2026

Patrizio Fariselli pianoforte e synth
Stefano Fariselli fiati e ewi
Marco Micheli basso elettrico
Walter Paoli batteria
Claudia Tellini voce

Una produzione ZdB (2026)
Ingegnere del suono Andrea Pettinelli
Assistente Francesco Minotti
Mastering Diego Pettinelli
Voce da Murmansk Irina Rjabokon

Gli Area, International Popular Group, fondati da Demetrio Stratos, Giulio Capiozzo, Eddy Busnello, Patrizio Fariselli, Paolo Tofani e Patrick Djivas, crearono e suonarono brani complessi e suggestivi allo stesso tempo, dal 1972 fino all’inizio del 1974, per la produzione del primo album ARBEIT MACHT FREI. Successivamente, con l’uscita di Busnello e Djivas dal gruppo e l’ingresso di Ares Tavolazzi, si dedicarono al nuovo materiale di ‘Caution Radiation Area’ abbandonando il precedente repertorio e in parte il “sound” dei primordi. Fino ad oggi, tra i brani di ‘Arbeit Macht Frei’, soltanto ‘Luglio, agosto, settembre (nero)’ ha continuato ad essere eseguito live dagli, oltre che essere oggetto di cover e riarrangiamenti da parte di numerosi altri musicisti. Nessuno, da oltre 40 anni, ha invece più avuto modo di ascoltare in concerto gli altri brani dell’album come ‘Consapevolezza’, ‘240 Km da Smirne’, ‘Le labbra del tempo’, ‘Arbeit Macht Frei’ e ‘L’abbattimento dello Zeppelin’. Per l’occasione del cinquantesimo anniversario di questo album fondamentale, Patrizio Fariselli non solo ha curato l’arrangiamento e l’orchestrazione di tutte e sei le tracce che compongono ‘Arbeit Macht Frei’ adattandole alla formazione degli Area Open Project, ma ha anche recuperato alcune parti inedite che il gruppo eseguiva in concerto negli anni ’70 e che mai sono apparse su disco.

Il Tour celebrativo iniziato nel 2023, in concomitanza con le celebrazioni del 50° della mitica CRAMPS (che aveva nel suo catalogo oltre gli AREA, anche John Cage, Battiato, I Nuova Consonanza con Ennio Morricone, Eugenio Finardi e pochi) è tutt’oggi attivo sia a livello nazionale che internazionale. Oggi AREA è un marchio famoso in tutto il mondo, garanzia di qualità, avanguardia ma anche tradizione e world music. Per la stagione 2026 il team composto dai musicisti e produttori di Lo ZOO di Berlino guidata da Andrea Pettinelli, che hanno inventato l’etichetta ZdB, ha ideato un nuovo tour, che racconta il viaggio degli AREA dagli esordi ad oggi, passando attraverso la musica contemporanea con contaminazioni jazz fino alla riscoperta e contestualizzazione dei musiche antiche, con brani di tradizione arcaica della Tracia, Persia e dell’antica Grecia.

Il singolo che anticipa l’uscita del nuovo album previsto in primavera, sarà disponibile su tutte le piattaforme musicale dal 24 gennaio 2026.
La Foglia di Murmansk
(David Riondino – Patrizio Fariselli)
Il nuovo singolo di Area Open Project.

“Nel 1920, un pugno di audaci rivoluzionari tedeschi dirottò un grosso peschereccio allo scopo di recarsi in Russia per riferire della situazione politica in Germania. Tra di loro c’era Ian Appel, un artista di chiara fama. Poco più di cinquant’anni dopo, un gruppo di giovani scavezzacolli italiani e un greco raccontò questa epica impresa in forma di favola moderna incidendo un brano dal titolo: “La mela di Odessa (1920)”.
In questo racconto, scritto da Frankenstein-Gianni Sassi, la mela (Appel) “a cavallo di una foglia” (la nave) raggiunse “un paese giallo di grano, pieno di gente felice” in cui, dopo aver fatto “un girotondo” visse per il resto dei suoi giorni. La nave, invece, “forse credeva che il mondo fosse piatto… salutò, e nessuno la vide più”. Altri cinquant’anni dopo, l’autore di quella musica (cioè io) si imbatté casualmente nel diario di Ian Appel in cui l’artista descrive esattamente come si svolsero quegli avvenimenti. Ecco dunque che, con l’ausilio del prode David Riondino, si è ripresa la narrazione di quegli eventi considerandoli questa volta dal punto di vista della nave, con un brano nuovo di zecca. La Foglia di Murmansk è il racconto epico e tragicomico di un’impresa che si rivelò fondamentalmente inutile, ma in ogni caso gloriosa”.
Patrizio Fariselli