ARGUS – NUOVI DISPOSITIVI DI SALVATAGGIO

Giovedì 22 novembre 2026 ore 21.00

intero online: €14,50 + d.p.
intero botteghino: €15,00
ridotto botteghino (under 18 e over 65): €12,00

Parcheggio gratuito e custodito fino ad esaurimento posti da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo. L’ingresso del parcheggio è in via della Vasca Navale 70.

ARGUS – NUOVI DISPOSITIVI DI SALVATAGGIO

ANTEPRIMA NAZIONALE

regia e ideazione Giulia Spattini
coreografie Giulia Spattini, Paolo Rosini
disegno sonoro Thybaud Monterisi
luci Lorenzo Diofili
costumi Giulia Spattini
danzato e creato con Giovanni Fasser, Michele Calcari, Paolo Rosini e Fabio Bergaglio
produzione Balletto Civile in collaborazione con Drama Teatro e con il sostegno di SIAE nell’ambito del programma SIAE Per Chi Crea
Collettivo Bc Factory

Che differenza c’è tra salvare ed essere salvati? La risposta, se c’è, è fin troppo ovvia. ARGUS è il nome della nave di salvataggio verso la quale tendono i corpi urgenti rappresentati da Théodore Géricault nel dipinto La zattera della Medusa, l’iscrizione sulla cornice del quadro recita “l’unico eroe in questa storia è l’umanità”. Non ci sono eroi in questo dipinto e come in questa storia, nessuna terra promessa. La comunità come punto di ripartenza. Una riflessione sulla necessità e l’importanza del rapporto con l’altro. Il naufragio del senso di comunità si sbriciola continuamente sotto i nostri occhi, l’edonistica risoluzione di sé indipendente e disposta a tutto è un imperativo comunicativo continuo e neanche troppo velato. Siamo in bilico sul ciglio della nostra scogliera personale. Senza più alcuna opzione. Fine tempo massimo, la tempesta del contemporaneo ha fabbricato i suoi naufraghi e non ci sono più scialuppe, rimangono solo gli altri. Cosa rimane? Un tentativo impietoso e vitale, un vulcano di azioni per riconoscersi ed essere riconosciuti. Un gruppo che tenta di essere superstite al senso di niente che ci circonda, costretto a cercare nell’altro l’unica via possibile. Un’indagine urgente sul rapporto con l’altro. Il punto di incontro brilla nel mezzo dei corpi e non appartiene a nessuno, la salvezza se c’è si infuoca solo nell’insieme.