Il progetto Ahmen è nato traendo ispirazione dalla storia vera di un nostro amico, Asim. Arrivato in Italia dodici anni fa dal Pakistan, ancora oggi è alle prese con l’intricato ed esasperante iter burocratico indispensabile per ricongiungersi alla moglie lontana. Una storia complessa, ricca di dettagli e zone d’ombra, che sin dall’inizio ha mosso in noi innumerevoli riflessioni e interrogativi. Quando ci siamo decisi a darle voce sapevamo già di addentrarci in un percorso delicato, in cui ogni singolo passo richiedeva un’accurata riflessione. Come si può parlare oggi di immigrazione senza scadere in moralistici luoghi comuni? Come ritrarre la condizione di un giovane che ha vissuto esperienze per noi inimmaginabili? Abbiamo il diritto di metterci nei suoi panni? Nel lavoro di scrittura scenica sono emersi come centrali due elementi della storia: da una parte l’apparato burocratico che ostacola il protagonista, dall’altro l’incrollabile fede che lo porta avanti in questa lotta estenuante. Ne sono derivate altre tematiche più universali come immigrazione, sostenibilità economica, spiritualità, e ulteriori interrogativi: come si può rimanere indifferenti di fronte all’orrore? Quanto siamo lontani oggi dalla nostra emotività? Tutto questo dolore ci sta portando verso un’evoluzione? In scena pochi elementi essenziali, evocano il mondo etereo e vaporoso di una favola. Viene rappresentata così, attraverso un apparente gioco candido e ingenuo, l’asfissiante routine di Ahmen, protagonista di questa storia. Lo osserviamo lavorare all’interno di un singolare ‘lavatutto’, dove, tra clienti assillanti, operatori telefonici sfuggenti e burocrati grotteschi, persegue disperatamente il suo unico obiettivo di ricongiungersi alla moglie. Incapace di far sentire la sua voce, nella speranza di un domani vicino eppure così lontano, lo seguiamo in un climax di assurdità e paradossi. A fare da contraltare a questa ambientazione sempre più dilatata e onirica, fatta di frustranti silenzi e vicoli ciechi, si staglia la voce di Asim, che attraverso la sua testimonianza nuda e cruda, ci guida e ci tiene con i piedi ben saldi a terra, raccontandoci con disincanto le storture di questa realtà.
AHMEN
AHMEN
Data
14 Febbraio 2026Orario
21:00Luogo
Spazio RosselliniIndirizzo
Via della Vasca Navale, 58, Roma, Telefono
345 297 8091 345 297 8091 Email
info@spaziorossellini.it
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